Carla Gozzi
Carla Gozzi

Una concentrazione di tacchi e messe in piega, come l’altra sera, non l’avevo mai vista prima. Manco al Cosmoprof. I beati tra le donne al “Carla Gozzi Show!” erano una manciata, in un teatro, il Duse, tutto pieno. Uno sedeva di fianco a me. Non era il moroso, allergico a qualsiasi parola presente nel vocabolario della moda, ma l’amico Andrea, sant’uomo, che mi ha accompagnato senza batter ciglio. Avevo intervistato Carla Gozzi per il Corriere. Si era mostrata gentile e anche divertente. Ero curiosa. E ho partecipato allo show. A mio modo. Quindi al momento della scelta delle dieci ragazze su cui fare il restyling mi sono infossata nella poltroncina.

Carlà – alla francese, alla Bruni, come la chiama la mia amica Vicky, che fa ancora più chic – sceglie per genere: la romantica, la sexy, la nerd, la concettuale, l’androgina, la sporty-chic e via dicendo. E tra occhiali, jeans e riccioli potevo serenamente finire sul palco.

mascherina Carla Gozzi Show
mascherina Carla Gozzi Show

Fortunatamente (reduce dal lavoro, con capelli e trucco improponibili e un look per niente stiloso, non avrei sfilato neanche al buio nel corridoio di casa mia) Carlà ha puntato il dito su altre compagne di serata. Niente outfit nuovo, niente trucco diverso, niente acconciatura stilosa per la vostra amica, che nel frattempo ha recuperato la posizione sulla poltroncina e ha potuto ascoltare in tutta comodità i Gozzi-consigli. Chi segue la stylist o la moda in genere saprà a cosa mi riferisco: quando portare la tal scarpa e quando la borsa mignon, come valorizzare le qualità e rendere invisibili i difetti. Sono divertenti e anche utili. E infatti lo spettacolo dell’altra sera è stato assai piacevole.

ciappi
ciappi

Purtroppo su alcune cose (come su tacchi vertiginosi) cadrò sempre. Eccoli i miei errori da matita blu, e i relativi consigli di Carlà. Per tutti gli altri (e sono tanti, vedrete), seguite la stylist nel tour teatrale, o sul suo blog. Ma prima mettetevi avanti cercando di comprendere se siete una donna clessidra, mela, pera, carota, colonna, mignon o watussa. Io, purtroppo, devo ancora decidermi tra pera e clessidra. Son problemi, lo so. Cominciamo. Partiamo dal ciappo.  La pinza. Il molettone. Quello che con un semplice gesto vi toglie i capelli di torno e vi risolve tutto, bene: vi rovina la vita. Non è bello. Non è di moda. “Neanche sotto la doccia” avverte Carlà. Io non riesco a farne a meno. Ho una seria dipendenza da ciappi. Ne ho di tutte le fogge: quelli con i brillantini, gli strass, le ali di farfalla, a forma di fiore, tondi, di taglio geometrico. Ecco, vanno buttati. Se sorridete sollevate perché tanto voi non sareste mai scivolate su un banalissimo e orrendo ciappo,  sappiate che neanche la vostra comoda e calda felpa con la zip va bene. Non si può portare.  Nemmeno tra le mura domestiche. Carlà vi lascerebbe fuori dall’uscio anche di casa vostra.

infradito
infradito

Il senso è che a casa o in strada, in ufficio o in discoteca, la musica non deve mai cambiare: “Bisogna sempre essere perfette” tuona Carlà. Perché se alla porta suonano George Clooney, David Beckham e Johnny Depp (gli uomini li ha scelti Carlà, io non c’entro), poi che si fa, li si accoglie con le babbucce? (Io quelle non ce le ho, santiddio, però non vanno bene nemmeno le mie infradito). Lasciate perdere che Clooney dopo anni di party saltati causa Martini assente, probabilmente si è stancato di suonare alla porta di sconosciute. Bisogna vestirsi a modo. E indossare scarpe giuste. Carlà, e anche la stragrande maggioranza degli uomini in realtà, ci vorrebbe sui tacchi tutto il giorno. Ma se la stylist è permissiva su certe scelte non lo è su altre: “No agli Ugg, ai biker boots e alle sneakers”. Due su tre, li abbiamo. Da cestinare anche questi.

sneakers
sneakers

Infine (per quanto mi riguarda, voi sentite e guardatevi la Carlà che in due ore e un quarto vi rifà come nuove), la borsa. Dalle 17.30 in poi la maxi bag, quella di Mary Poppins, dove io porto tutta casa (beauty, block notes, biro, agenda, libro, carica batterie, telefono, ciappi, ovviamente, e altre fondamentali certezze), deve sparire. E trasformarsi d’incanto in una borsetta piccola piccola, da portare a mano. A massimo con tracollina da tirar fuori all’occorrenza. L’altra sera a teatro il 90% delle ragazze aveva una borsetta grande come il mio beauty. Io ovviamente avevo il beauty. Dentro una grande, grandissima borsa. Che, come me, si è nascosta sotto la poltroncina rossa del Duse. E si è ascoltata, pure lei, tutti i consigli di Carlà.

maxi bag
maxi bag

Da brava ragazza.

4 comments on “No a ciappi e sneakers, sì ai tacchi a spillo. La lezione (difficilissima) di Carla Gozzi”

  1. Solo 5 parole: W LA MAXI BAG SEMPRE! Questa cosa della borsettina mignon dopo le 17.30 non l’ho mai capita… Non esco mai senza 5 cose per me essenziali (CHIAVI AUTO+CASA – CELLULARE ENORME – FAZZOLETTI – CHEWINGUM) quindi…mi dici, Carlà, dove caspiterina le metto?! Forse nella borsa di un’amica…almeno sarebbe lei quella additata tutto il tempo!!! Beh Francy…quando torno a Bologna e mi concediti un coffee…metto tutto nella tua 😛

    • E il burro cacao, Enrica, dove lo mettiamo?! Io ho una splendida borsettina, in pelle nera, concettuale (doppia apertura, sotto e sopra, che se ti sbagli a chiuderla, cade tutto) che vorrei tanto sfoggiare, ma devo ancora capire quando. Quando esco per andare a prendere un caffè nel bar sotto casa? Forse quando gli uomini porteranno le borse. Giusto i calciatori, lo fanno. E avendo il moroso che fa altro, e che solitamente nella mia borsa infila il suo portafoglio e le sue chiavi, la vedo dura… Però alcune donne ci riescono, a uscire con quelle elegantissime e piccolissime borse. Ci dicano come!

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