Andy Warhol by Jorgen Leth
Andy Warhol by Jorgen Leth

Si possono unire cibo, calcio e cultura in un’unica giornata? La risposta è ovviamente sì. Certo, la giornata in questione non sarà delle più tranquille, ma se avete fame di stimoli, non sentirete la stanchezza. O meglio: l’accuserete solo una volta imboccata l’A1, per tornare a casa. Domenica a Milano c’era “Identità golose”, domenica giocava il Bologna, domenica la Triennale restava aperta fino alle 22 e ospitava la “follia pratica” di Piero Fornasetti, oltre a “Gola” della Fondazione Marino Golinelli e a “B/Reflected” di Max&Douglas.

La prima tappa era al MiCo, per “Identità Golose, The International Chef Congress”. Mai stata prima. In programma alle 11.30, c’era la lezione di Carlo Cracco.

Identità Golose 2014
Identità Golose 2014

La mia tabella di marcia prevedeva: lezione, pausa per partita, giro per la fiera, passaggio a Milano Food &Wine (stessa sede di Identità Golose) e Triennale.

Purtroppo non avevo messo in conto il ritardo delle conferenze nella sala Auditorium. Non un ritardo di 5 minuti. Ma di quasi un’ora.

Non sarebbe stato un problema, se non fosse che alle 12.30 cominciava Torino-Bologna, partita che, per lavoro, non potevo perdere. Che si fa, quindi? Non riuscendo a rinunciare a nessuna delle due, ha provato a seguire entrambe.

Tablet con cuffiette e via, a ogni pausa di gioco, si tornava ad ascoltare lo chef star e la sua lezione sul “rognone”: quello, cucinava.

A lezione da Cracco con Bologna-Torino in borsetta
A lezione da Cracco con Torino-Bologna in borsetta

Il “Churry” Cristaldo aveva già messo a segno la sua doppietta quando Cracco si soffermava sull’uso delle bacche di Goji in cucina.

Una cosa ho imparato: mettere in conto i ritardi altrui, ed evitare la prossima volta di far coincidere il giorno del match con quello di Identità golose.

particolari gustosi a Identità Golose
particolari gustosi a Identità Golose

E’ stata comunque istruttiva la tappa a Identità golose. E anche gustosa.

Nel tour per la kermesse ho assaggiato il tonno con wasabi dell’azienda Jetro.

tonno e wasabi
tonno e wasabi

Il risotto con datterini gialli di Così Com’è. Ho sorseggiato un Barolo del 2009 di Casa E. di Mirafiore. E ho conosciuto i pizzaioli on the road di PiccolaPiedigrotta (la pizza con tarassaco, alici, cipolle, mozzarella e limone era deliziosa).

pizza on the road
pizza on the road

Ho incrociato i gli chef “bolognesi” Marcello Leoni e Mario Ferrara, e ritrovato l’azienda monzunese di Zivieri. E poi ho ascoltato Jean-François Piège parlare della sua cucina (“per me la cucina è naturale, emozionale e destinata al piacere”) e ringraziato la professoressa delle medie che, oltre a popolare i miei incubi per anni, ha lasciato nella mia testolina qualche traccia di lingua francese.

a lezione di taglio
a lezione di taglio

Ho abbandonato all’imbrunire il cibo… per tornare al cibo.

Ma in mostra.

in Triennale
in Triennale

Alla Triennale fino al 12 marzo è allestita “Gola. Arte e scienza del gusto” realizzata dalla Fondazione Marino Golinelli curata da Giovanni Carrada e Cristiana Perrella.

The onion by Marina Abramovic
The onion by Marina Abramovic

Si passa da video che raccontano il cibo e il rapporto con l’uomo – dai “Dilemmi dell’onnivoro” ai “Segreti del cibo spazzatura” – a installazioni.

Head by Cheryl Donegan
Head by Cheryl Donegan

E altri video – performance come “Head” di Cheryl Donegan del 1993, “The onion” di Marina Abramovic, “Byrek” di Anri Sala, “Andy Warhol eating an hamburger” (da “66 scenes from America”) di Jorgen Leth, “Die Jagd” di Christian Jankowski e di Marilyn Minter “Green Pink Caviar”.

Le régime cromatique by Sophie Calle
Le régime cromatique by Sophie Calle

Belle le fotografie di Sophie Calle in “Le régime chromatique” che indagano il ruolo della componente estetica nel processo di scelta dei cibi che mangiamo.

Duro, anche se colorato, ed esteticamente confortevole, il messaggio dell’indiana Sharmila Samant in “Loca-Cola” (2003), raccolta di bottiglie di Coca Cola provenienti da tutto il mondo, riempite della bevanda tipica del paese in cui le ha trovate, attraverso la quale ricordarsi come la famosa bibita cambi di paese in paese gusto, adattandosi a quello locale, e strangolando però i piccoli produttori di bevande del posto.

Loca-Cola by Sharmila Samant
Loca-Cola by Sharmila Samant

Dopo “Gola” ho visto gli scatti di “B/Reflected” di Max&Douglas, ritratti fotografici ai tempi del selfie, in cui personaggi famosi vengono immortalati mentre si guardano allo specchio.

Monicelli by Max&Douglas
Mario Monicelli by Max&Douglas

Ho anche approfittato dell’ultimo giorno utile per visitare “Cento anni di follia pratica” mostra dedicata a Piero Fornasetti. Ha detto: “Quando si dice che qualcuno ha immaginazione sarebbe più esatto affermare che sa disegnare. Tutto inizia dal disegno”.

finale di partita
finale di partita

E non vi finisce. La mia giornata è finita, invece, con un sushi sui Navigli assieme all’amico Renato e l’ultimo bicchiere da Ugo, in compagnia anche del moroso, di ritorno dalle fatiche di Inter-Sassuolo. Una lunghissima giornata.

Anche infinitamente bella, però.

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