Vanoni & Berté
Vanoni & Berté

 

 

Sulla via Emilia sfilano in questi giorni due signore della canzone italiana. Voci diverse, ma intense allo stesso modo. C’è l’occasione di ascoltare repertori da favola interpretati da due grandi dame del palcoscenico, “una per cui la guerra non è mai finita” e l’altra che d’ogni cosa può dire “ho fatto a modo mio”.

Tornano a cantare, e fanno tappa in regione, Loredana Berté e Ornella Vanoni. Io – come forse si è capito – le adoro entrambe. E non solo per le loro canzoni, ma anche perché sono donne che hanno segnato il tempo e che si sono battute perché non fosse il tempo a prendersi gioco di loro. Se avranno vinto o perso lo dirà la loro storia personale, certo non lo decideremo noi.

Loredana Berté
Loredana Berté

Difficile pensare ad alcune canzoni, prive della loro voce. “Non sono una signora”, l’abbiamo cantata tutte, credo. E tutte, ci giurerei, l’abbiamo urlata con la forza (e l’orgoglio, anche) con cui la Berté ha trasformato quel testo in un inno alla libertà di essere anche altro, rispetto alla donna che chiunque vorrebbe accanto.

E a Valentina, che piange “lacrime calde su tre fette di Saint Honoré” per un amore finito, credo che nessun altro, se non la Vanoni, avrebbe potuto suggerire in maniera così convincente di tornare a sorridere “perché non si impara a far l’amore (…) con la tessera del dolore”.

Ornella Vanoni
Ornella Vanoni

Tra le mie preferite della rossa interprete c’è “Rossetto e cioccolato”. La Vanoni aggiunge una dose di sensualità a quel testo, già di per sé ben scritto, che è impensabile trovare altrove. La malia non basta, serve la sua statura e l’eleganza della sua voce per dare alla ricetta che canta la perfezione che ha raggiunto.

Della Berté di dimentica spesso la bella interpretazione di “Ragazzo mio”, scritta da Luigi Tenco. Sembra farina del suo sacco, la severa analisi di un mondo generoso con le illusioni e parco di gioie, in cui sarebbe meglio non mettersi “a sognare lontane isole che non esistono”.

Sia una che l’altra attingeranno ampiamente dal loro passato, in queste serate emiliane.

Loredana BertéLoredana Berté
Loredana Berté

La tournée della Vanoni si chiama “Un filo di trucco un filo di tacco”, titolo che cita il consiglio che sua madre le ripeteva ogni volta prima che uscisse di casa. E non è un consiglio stupido. Tutt’altro. La mortificazione non dovrebbe far parte del repertorio di nessun uomo. E quindi nemmeno di quello femminile.

Per la Vanoni si tratta dell’ultimo tour della carriera. E sono due le tappe in Emilia: venerdì al Teatro Carani di Sassuolo (Modena) e sabato al Teatro Alighieri di Ravenna. Non c’è una data bolognese, nel programma di questi due mesi di concerti, ma visto che il tour riprenderà in estate con date da assegnare potrebbe finirci più avanti. Loredana Berté sarà all’EuropAuditorium lunedì, invece. E si spera che almeno lei non rinunci ad altre tournée.

Ornella Vanoni
Ornella Vanoni

Se non potete (o volete) andare a vederle ma avete un po’ di tempo, ascoltate e guardate le interpretazioni qui sotto.

Restano tra le pagine più belle della nostra musica.

Mini playlist:

Una ragione in più

L’appuntamento

Vai Valentina

Non sono una signora

E la luna bussò

Stiamo come stiamo

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