nell'armadio
nell’armadio

Nonostante le bugie che mi racconto convincendomi che potrò bermi un bicchiere en plein air al Pratello per settimane e settimane ancora, l’autunno è arrivato. Se c’è un compito antipatico per il tempo che porta via ad attività ben più interessanti, e che deve essere eseguito in questi giorni, è il cambio degli armadi. Solitamente lo procrastino all’infinito, fino a quando copricostumi e canottierine diventano obsoleti anche per riassettare casa. Questa volta i compiti li ho fatti per tempo, come una brava scolaretta, senza aspettare la campanella del primo giorno di scuola. Ma ho cambiato strategia. Ho rivoluzionato tutto: buona parte dei miei abiti non c’è più. Li ho regalati. Idem per le scarpe. Via. Quando mi sono liberata dal sovrappiù di vestiti mi sono sentita leggerissima e di un umore meraviglioso. Per questo lo scrivo qui. Per darvi un consiglio – fatelo, anche in maniera meno drastica della mia, ma fatelo – e qualche indirizzo utile per seguire le mie orme (se vorrete).

Per anni ho sfogliato la rosa dei miei abiti e mi sono resa conto di non indossarne alcuni da tantissimo tempo. “Torneranno buoni”, mi sono sempre detta. Così quasi mai è stato, però. Anche perché spesso i vestiti a cui pensavo erano nel frattempo finiti in soffitta, dentro a una delle scatole in cui li avevo diligentemente ordinati, o spariti, appallottolati com’erano in angoli remoti dell’armadio. Ci voleva più tempo per recuperarli che cambiare idea e optare per le opzioni già in gruccia.

gruccia
gruccia

Le mode tornano, e probabilmente negli anni mi sarei potuta mettere di nuovo anche quell’abitino blu in velluto tanto bon ton che acquistai i primi giorni di università e che non ho più indossato da allora. Ma forse anche no. Ora quell’abitino non è più mio, comunque. Vestirà qualcun altro, che sicuramente ne ha più bisogno di me. Spero che a colei che lo indosserà piaccia come è piaciuto a me allora.

Tornata dalle vacanze a fine agosto ho tirato fuori tutto. Ho riordinato per tipologia i vestiti che volevo lasciare andare e li ho regalati. Volendo li si può vendere (diversi mercatini in città li prendono) e farci qualche soldino. Ma c’è una frase che mi ha sempre ripetuto mia madre: “Come dice Don Luigi, i vestiti che hai nell’armadio li hai rubati ai poveri”. Si può essere d’accordo o meno con tale teoria, ma a me tutti vestiti rimasti piegati per anni pur non avendo investito capitali nello shopping hanno fatto sempre e comunque tristezza. Due spiccioli in più non cambiano una vita, diversi abiti in più (per chi non ne ha) possono invece decisamente migliorarla. La mia amica Rita ha aggiunto un altro punto di vista altrettanto convincente, che può spronarvi a cedere ciò che non vi serve: “In questo modo le energie passano e non ristagnano”. Mi sembra un bel ragionamento anche questo. A certi vestiti non rinunciavo soprattutto per i ricordi di cui erano intrisi. Qualcuno l’ho conservato proprio per questo, ma giusto qualcuno. I vostri ricordi vestiranno altri. Non è altrettanto romantico come pensiero? Secondo me sì. E ho cominciato a fare sacchetti.

abiti in sacchetti
abiti in sacchetti

Diversamente dal solito non ho dato via solo una decina di pezzi, ma quasi un terzo del contenuto del mio armadio. Il panico da armadio – nella duplice versione oddio non so cosa mettermi / oddio non ho niente da mettermi – non cambierà: c’era anche prima. Tornando a noi: a Bologna sono diversi i punti di raccolta per i vestiti. In famiglia li abbiamo sempre portati al Centro Poma (via Corrado Mazzoni 8, tel. 051.6241011). Puliti e ordinati (così da non costringere poi chi li riceve a un lavoro in più di lavaggio e stiraggio). La mia amica Silvia li porta vicino a casa mia, in via D’Azeglio, all’Opera Pia Il Pane di Sant’Antonio (via D’Azeglio 92, tel. 051.582424): io li ho portati lì, questa volta. Proprio in una delle vie più ricche di Bologna ogni mattina c’è una fila infinita e composta di persone che attendono qualcosa da mangiare. Hanno bisogno anche di abiti. E costa così poco fare due sacchetti e darli ai responsabili del centro.

maglie
maglie

Se ancora non vi ho convinto, mi gioco l’ultima carta: certi abiti, proprio quelli a cui siete tanto affezionati  e che sono così belli, non è un peccato lasciarli chiusi per anni al buio in un armadio? Non è meglio regalare a loro una nuova vita e un po’ di libertà?

scarpe
scarpe

Vi sentirete più liberi anche voi, ve lo assicuro. E al prossimo trasloco farete pure meno fatica!  😉

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