caffè da Habesha
caffè da Habesha

Nella primavera del food bolognese, sono sbocciati ristoranti che puntano sulla tradizione, altri che seguono la sana nouvelle vague del biologico e del chilometro zero, e diversi locali che offrono street food più o meno gourmet. Il settore che ancora stenta a rinnovarsi è quello della ristorazione etnica, piuttosto scarno e privo di grandi exploit. Quando con Giorgia siamo arrivate al capitolo di Grand Tour Bologna dedicato alle cucine straniere ci siamo trovate facilitate nelle scelte: l’offerta era così ridotta, da saltare a piè pari qualsiasi confronto. Qualcosa è cambiato ultimamente. Una novità c’è e non a caso arriva dal quartiere più multietnico della città, la Bolognina. 

Si tratta del ristorante etiope Habesha. Ha aperto a gennaio in via Ferrarese. E’ piccolo e convive con un bar. A gestire con energia e passione entrambi c’è Girmanesh, la cuoca di famiglia. E’ lei che l’altra sera ci ha offerto un coloratissimo vassoio di Africa. E ci ha salutato celebrando il lento rito del caffè.

Germanesh (Habesha)
Girmanesh (Habesha)

«E’ una cucina, la nostra, che costringe a stare assieme» sottolineava lei, mentre la sorella Haimi ci spiegava come mangiare senza posate sfruttando l’injera, ossia il pane spugnoso che accompagna salse, spezzatini e verdure con cui si raccoglie il cibo e lo si porta alla bocca. «Tradizionalmente i primi a mangiare – ci ha raccontato – sono i figli, poi tocca alla moglie ed è il marito a imboccarla per il primo assaggio».

Per la nostra tavolata (eravamo in 6) Girmanesh ha preparato quasi tutte le portate del menu, raccogliendone alcune in un colorato vassoio e aggiungendone altre man mano che il piatto si svuotava.

Habesha
Habesha

Manzo, agnello, pollo, patate, uova, piselli, salse e tantissime verdure: c’era davvero un mondo, in quel vassoio, che noi non siamo riusciti nemmeno a finire di esplorare, tanto era grande. Haimi muoveva le sue dita sul piatto con la stessa armonia di un abile pianista sulla tastiera, mentre noi arrancavamo un po’ impacciati. «Vi pulite ogni due minuti le mani sul tovagliolo, ma non ha senso: le dita si sporcano di nuovo, dovreste aspettare la fine» ci ha consigliato, guardando il tovagliolo stretto nella nostra mano sinistra. Mangiare con le mani può essere in realtà anche un atto liberatorio, oltre che un momento di socializzazione se il piatto è soltanto uno per tutti. E così sarà se deciderete di sedervi da Habesha.

Habesha
Habesha

Un altro bel momento di unione è quello del caffè. I chicchi vengono tostati direttamente da Girmanesh, poi il caffè viene versato nelle tazzine. In ogni tazzina se ne lascia un po’, per poi aggiungere acqua calda e allungarlo nelle successive due bevute, alleggerendolo quindi di tazzina in tazzina. «Se hai fretta, in Etiopia, non lo prendi, il caffè». Ovviamente, nel bar all’ingresso di Habesha, il caffè si serve espresso. Ma nel ristorante si può scoprire la ricetta tradizionale, da gustare in compagnia.

caffè da Habesha
caffè da Habesha
caffè da Habesha
caffè da Habesha
caffè da Habesha
caffè da Habesha
caffè da Habesha
caffè da Habesha

Nell’attesa del nero nettare si possono mangiare pop corn con caramelle alla menta. O ancora semi tostati.

pop corn da Habesha
pop corn da Habesha
pop corn da Habesha
pop corn da Habesha
Habesha
Habesha
gioco Habesha
gioco Habesha

La cucina etiope non contempla particolari dolci e la cena in via Ferrarese si conclude con pop corn e caffè. E’ una bella cena: spartana, gustosa, allegra. E con sapori nuovi. Etnici, finalmente.

Habesha
Habesha
Habesha
Habesha
menu Habesha
menu Habesha
menu Habesha
menu Habesha
menu Habesha
menu Habesha
birra da Habesha
birra da Habesha
particolare di Habesha
particolare di Habesha
particolare di Habesha
particolare di Habesha

HABESHA

via Ferrarese 113

Tel: 051.4852332

Orari: 7-24

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *