Category: GOOD NEWS

Per un calcio intelligente (e solidale)

Pallone Equosolidale
Pallone Equosolidale

A quel calcio che mi ha fatto divertire, dannare e innamorare ho dedicato gran parte della mia vita lavorativa. Nonostante il fango in cui rotola troppo spesso il pallone, per me resta ancora il gioco più bello del mondo. Per alcuni però è solo un compagno di sventura.

Non mi riferisco al popolo degli allergici al calcio, costretti a sciropparsi loro malgrado trasmissioni e discussioni infinite sui massimi sistemi pallonari, ma a coloro che il calcio lo subiscono per mancanza di alternative. Per questo, oggi che comincia il Mondiale in Brasile, mi fa piacere segnalare una bella iniziativa. Dovrebbe interessare chi ama il calcio ma anche chi semplicemente ama il prossimo. Si tratta dei “Palloni Equosolidali”, in vendita a 10 euro nelle botteghe della rete del Commercio Equo e Solidale, in cuoio sintetico, cuciti a mano da lavoratori adulti, tutelati da un salario equo e condizioni di lavoro sicure, che garantiscono ai loro bambini il diritto al gioco, alla salute e alla scuola. Se ciò che avete appena letto vi sembra la regola, beh, purtroppo vi sbagliate: non è così. E’ un’eccezione. (more…)

Brunori Sas, 10 canzoni per un concerto

Brunori SAS (foto di Giacomo Triglia)
Brunori SAS (foto di Giacomo Triglia)

Tutto merito dell’amico Renato. Io mica lo sapevo che esisteva un cantautore sotto i sessant’anni capace di incrociare i miei gusti in toto. C’è e ha giusto un anno più di me. L’ho scoperto in una di quelle domeniche “nostre”, in cui per sognare di essere in vacanza ti buttavi in autostrada all’una della domenica in direzione mare con lo stereo a palla per tre ore di sole, due di mojito e una di piadina. Correndo verso Marina di Ravenna ho conosciuto Brunori Sas. (more…)

Viaggio nel mondo di Eataly New York… con finale (di lasagne) a sorpresa

lasagne Eataly
lasagne Eataly

Se Eatalyworld, Fico per chi preferisce, sarà un successo lo scopriremo solo vivendo. Lo speriamo per la città, Bologna, che sta investendo denari ed energie in questo immenso progetto. A New York non potevamo ovviamente esimerci dal ficcare il naso nel tempio del cibo made in Italy, entrando da Eataly sulla quinta strada. Curiosando tra gli scaffali e ordinando un piatto di lasagne bolognesi. (more…)

Menu in braille e cene al buio: apre a Bologna L’Altro Spazio

L'Altro Spazio
L’Altro Spazio

Si chiama L’Altro Spazio e inaugura domani alle 19. Nel logo ci sono piccoli punti rossi. E’ la lettera “a” in braille. Rappresenta l’inizio dell’alfabeto, l’inizio della comunicazione. Sarà una comunicazione particolare, quella che mescolerà i clienti e i gestori di questo nuovo spazio per pranzi, aperitivi e cene. E’ il primo locale a misura di non vedenti e sordo-ciechi. E si accomoda nelle sale dello storico Chez Baker, in via Polese 7/B a Bologna. (more…)

Vanoni e Berté, ritratto di signore

Vanoni & Berté
Vanoni & Berté

 

 

Sulla via Emilia sfilano in questi giorni due signore della canzone italiana. Voci diverse, ma intense allo stesso modo. C’è l’occasione di ascoltare repertori da favola interpretati da due grandi dame del palcoscenico, “una per cui la guerra non è mai finita” e l’altra che d’ogni cosa può dire “ho fatto a modo mio”.

Tornano a cantare, e fanno tappa in regione, Loredana Berté e Ornella Vanoni. Io – come forse si è capito – le adoro entrambe. E non solo per le loro canzoni, ma anche perché sono donne che hanno segnato il tempo e che si sono battute perché non fosse il tempo a prendersi gioco di loro. Se avranno vinto o perso lo dirà la loro storia personale, certo non lo decideremo noi. (more…)

Macarons, anche i pasticcini parlano francese a Bologna

sfumature di macarons
sfumature di macarons

Bologna si scopre sempre più francese. Dalle boutique alle friperie, dai locali che servono esclusivamente bollicine d’Oltralpe a quelli che ci associano anche formaggi morbidi come il suono dei loro nomi, passando per i nuovi bistrot come “Via con me” in via San Gervasio, fresco d’apertura: la ville parle français. In fondo almeno la metà dei bolognesi sostiene di poter sfoggiare il proprio dialetto in Francia ed essere compresa al pari di un madrelingua, quindi dovrebbe essere un’evoluzione del tutto naturale.

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